lunedì 22 giugno 2009

si va

mercoledì 17 giugno 2009

La freschezza in un bicchiere

Eh si e come ogni anno siamo in estate.
E come ogni anno imperversano in tutti i blog e forum ricette anticaldo tutti a cercare refrigerio in qualche modo.
In gravidanza il caldo diventa il vero nemico.
Così leggendo dell'iniziativa del gatto goloso ed essendo ritornata la voglia di rimettermi in gioco (mi scuso per non aver partecipato alle iniziative precedenti, non ne avevo le forze) ho deciso di coniugare l'utile al dilettevole inventando un bicchiere del tutto vegetariano.
Devo dire che il bicchiere inevitabilmente richiama la mousse, il cremoso il molliccio insomma.
Io amo invece le diverse consistenza, la crema deve essere associate a qualcosa di croccante, in contrasto.
E così ho cercato di fare.
Non saprei che titolo dargli forse potrei tentare con


L'orto estivo nel bicchiere


Il fondo rosso

Peperoni rossi arrostiti ridotti in piccolissime falde e conditi con poco aceto di lamponi, capperi dissalati, alici sott'olio e un giro di olio di oliva.


Tzatziki

Yogurt greco 300 gr
cetrioli 1 piccolo da circa 150 gr
uno spicchio di aglio spremuto con lo spremiaglio
un cucchiaino di acetodi vino bianco
due cucchiaini di olio evo
una spolveratina di pepe
un pizzico di aneto


pelare e grattugiare il cetriolo con la grattugia a fori grandi, salare e metterlo in un colapasta per circa 30 minuti a perdere l'acqua di vegetazione
strizzare il cetriolo grattugiato con un panno pulito e mescolarlo al resto degli ingredienti


Il tappo verde


Fagiolini corallo tagliati a piccoli pezzi e cotti al vapore, nell'acqua del vapore ho messo del limone compreso un bel pezzo di scorza e un rametto di maggiorana
Scolarli raffreddare in acqua e ghiaccio in modo che mantengano il loro colore brillante e condirli con un pò di sale e un goccio di olio evo leggero

Il croccante
Niente altro che crostini di pane dorati in forno.






Le regole le trovate tutte qui

Fuori concorso ma ci tenevo perchè potrebbe comunque essere considerato un bicchiere ecco la mia interpretazione dello tzatziki.

lunedì 15 giugno 2009

la patata, ci va la patata


Così diceva la mamma di Antonella la mia compagna di stanza.
La ragazza con la quale ho condiviso tutto per cinque anni compresi i 20 mq della nostra stanza al collegio universitario.
Eh si, è duro essere studenti fuori sede ma le amicizie fatte durante quegli anni sono diventate indissolubili anche se la vita ci ha portato lontano.
E le giornate erano scandite al ritmo dello studio, sotto esame non volava una mosca per i corridoi, erano pianti, gioia per l'esamone superato.

Erano momenti di vita condivisi tutti insieme, erano liti e riappacificazioni.
Ed erano pacchi e borsoni pieni di ogni ben di dio che viaggiavano su e giù per l'Italia dalla sicilia, dalla puglia, dalla calabria, dalla campania e anche dal piemonte.
Antonella, la mia compagna di stanza viene dalla provincia di bari, da Conversano paese che porta nel cuore e nel suo borsone, rigorosamente ritirato da Francesco alla caserma dei carabinieri di viale delle Milizie non poteva mancare un bel pezzo di focaccia.
Il segreto? La patata.
Sono anni che cerco di rifarla tal quale.

In rete troverete tantissime ricette ma quel sapore, quel particolare sapore l'ho ritrovato soltanto rifacendo (a modo mio, come al solito) la ricetta di Palma D'onofrio e sapete perchè? La signora ci mette la patata :)
200 g di farina 00
100 g di farina di semola
250 g di patate lesse
8 gr lievito di birra
200 g di acqua tiepida
50 g di olio extra vergine di oliva
1 pizzico di zucchero
10 gr di sale

Per condire
20 pomodorini
olio
sale
uno spicchio di aglio spremuto con lo spremiaglio
origano secco

Io uso per gli impasti sempre lo stesso metodo, faccio un polish con il lievito l'acqua lo zucchero e un paio di pugni della miscela di farina e lascio riposare per circa 25 minuti.
Nel frattempo lesso le patate e le schiaccio ancora bollenti nella rimanente farina mescolo bene in modo da far perdere calore.
Verso il polish e lavoro bene bene ottenendo un impasto abbastanza sostenuto che poi verrà ammorbidito con l'olio.
Per mia abitudine aggiungo sia i grassi che il sale per ultimi per non ostacolare la lievitazione.
Il polish inoltre mi permette di abbassare la quantità di lievito impiegata.
L'impasto finale, proprio come dice la signora D'Onofrio deve essere morbido ma sostenuto.
Io lo lascio leggermente appiccicoso a differenza della ricetta originale.
Lo lascio lievitare fino al raddoppio e nel frattempo taglio a metà i pomodorini e li condisco con olio sale aglio e origano lasciandoli insaporire per almeno mezz'ora.
Quando l'impasto è ben lievitato lo verso direttamente nella teglia oliata (questo impasto va bene per una teglia da 26 cm) e lo stendo con le mani unte lasciandolo un pò altino, distribuisco i pomodorini e anzichè cospargere la superficie di acqua olio e sale uso il liquido dei pomodori per umidificare la superficie.
Lascio riposare ancora una ventina di minuti e inforno a 220°C.
E' lei, lo giuro, è quella del mio periodo universitario.

mercoledì 10 giugno 2009

il capanno degli attrezzi

Si si lo so il titolo c'entra poco con quel che vedete.
O meglio c'entra più di quel che si pensi.
Primo perchè chi si occupa di cucina per hobby o per lavoro sa benissimo quanto fondamentale sia l'attrezzatura.
Che sia un coppapasta diametro 7 o uno stampo da cioccolata o quella teglia particolare o la punta con lo smeriglio a fiore per le torte decorate.
Chi di noi a Roma non è rimasto incantato da Peroni o da Kitchen?

Alzi la mano e scagli la prima pietra.
Beh rispetto ai miei primi passi in cucina più o meno 30 anni fa moltissime cose sono cambiate.
Le nostre cucine sono piene di attrezzi per lo più ingombranti, specie se non hai una cucina da 100 mq con tanto di ponte levatoio (vero Giu e Cat?).
Se poi il tuo capanno degli attrezzi è davvero una tiny kitchen come la mia da nemmeno 2 mq allora diventa mandatorio avere qualcosa che si possa piegare e riporre in pochissimo spazio.

Ecco lo sapevo ci siete arrivati.
Il silicone o meglio, visto che la qualità in questo campo è assolutamente fondamentale, il silicone Silikomart.
Anche io ci sono cascata dopo anni e anni di snobbismo immotivato ed eccomi qua.
Barchette facili da fare e belle da vedere specie su un buffet.

Barchette yogurt trota affumicata e fragole

Per la pasta
- 200 gr di farina 00
- 80 gr di burro freddo
- erbe miste tritate in questo caso erba cipollina, erba aglina e maggiorana
- sale
- acqua frizzante fredda

Mescolare con la lama di un coltello il burro con la farina, il sale e le erbette fresche fino ad ottenere delle grosse briciole.
Aggiungere acqua frizzante quanto basta ad ottenere una pasta elastica da lavorare velocemente con la punta delle dita.
Fare una palla, avvolgerla nella pellicola e metterla a riposare in frigorifero per almeno 1 ora.

Stendere la pasta allo spessore di circa 2-3 mm e metterla negli stampi a barchetta Silikomart, bucherellare con una forchetta in modo che non gonfi in cottura e coprirla con carta da forno bagnata.
Poggiare sopra i pesini di ceramica per la cottura in bianco, in alternativa vanno benissimo i fagioli secchi e cuocere in forno a 220° fino a doratura.

Lasciar raffreddare poi riempire con yogurt naturale, fragole a lamelle, un pezzetto di trota affumicata e zeste di scorza di limone.

Non l'ho fatto, ma secondo me una spolveratina di pepe ci starebbe da dio.

sabato 6 giugno 2009

giocare a shangai


Era uno dei miei giochi preferiti da bambina specie in inverno nei noiosissimi e piovosi pomeriggi domenicali.
E mi è tornato alla mente proprio adesso.
L'occasione è stata il post di Paoletta sui grissini alle gocce di cioccolato a loro volta rimbalzati da Coquinaria.
Mi ha incuriosito, attratta e soprattutto colta in un momento di noia.
Uno di quei momenti in cui fremi per trovare qualcosa di interessante da fare, che ti occupi e che ti svuoti il più possibile la mente (non che io ce l'abbia tanto occupata...la mente intendo!).
Insomma se avete i 5 minuti di frenesia da inattività allora questi fanno al caso vostro.
Specie se poi si gioca a serpentelli con le bambine sempre utile per calmare i bollenti spiriti e sedare la lite a tre per la stessa bambola.
Dai serpentelli siamo passati alla gioielleria con improbabili collane, braccialetti e anelli ma poco importa almeno ci siamo divertite.

Che c'entra lo shangai? Provate a farli, poi invitate un paio di amici e provate a giocarci a shangai.
Non ci credete? Questo è il risultato.

La ricetta la copio pari pari non senza invitarvi a fare una visitina alle fonti citate (per i pochi che ancora on conoscono nè il forum di Coquinaria Anice e Cannella il blog di Paoletta).
Ribadisco quanto già scritto da Paoletta, io ne ho fatta metà dose.
Decisamente tanti, non che ci si lamenti e confermo inoltre che sono assolutamente croccantissimi anche il secondo giorno.
Il terzo deve ancora arrivare ma dubito che i grissini ci saranno ancora.
GRISSINI AL CIOCCOLATO

Ingredienti:
Farina 0 1 kg
sale gr. 20
acqua l 0.45
strutto gr.40
malto 1 cucchiaio
lievito gr.30 (a seconda della fretta e delle condizioni atmosferiche, ecc. aumentare o diminuire)cioccolato gr.300 (in pastigliette piccole)

Procedimento:

Nell'impastatrice mettere tutti gli ingredienti tranne il lievito e la cioccolata.
Dopo 7 minuti aggiungere il lievito e quindi la cioccolata.
Impastare 15 minuti in totale, gli ultimi 3,5' a velocità più alta.
Fare un filoncino, riposo 30'- 40' coperto.
Tagliare a pezzettini, allungare con le mani, riposo 20'.
In forno a 230° circa 10'.
Controllare la cottura (il colore scuro puo' trarre in inganno) dato il colore che in partenza è gia' scurino si corre il rischio di bruciarli, quindi consiglierei di tenerli d'occhio le prime volte.

giovedì 4 giugno 2009

comida de mama e i compleanni in tour



Buon compleanno Comida!
Di solito le ricorrenze mi imbarazza non so mai da dove cominciare che cosa dire di cosa ringraziare.
Se è un'amica allora l'imbarazzo è doppio perchè in questo caso il compleanno di Elena è on tour (alex, annalibera e tanti altri...)
E non è un caso che sia on tour.
Perchè ognuno di noi ha di lei un concetto speciale perchè lei ti rende speciale ogni volta.
Ecco divento come Mammolo dei sette nani e mi mancano le parole.
Comida ha tante sfaccettature una più bella intelligente e divertente delle altre...(il post sulla pedicure è da sbattersi per terra)

Le ammiro tanto le amicizie intercontinentali che è riuscita a fare in questi anni, cosa così difficile qui in Italia e chissàcomemai...una tra tutte l'amicizia con Priya e proprio su una ricetta-non-ricetta di Priya è caduta la mia scelta.
E anche sul suo tag ComidadeMama per i bambini

Le nostre telefonate chilometriche partono puntualmente a valanga e mi lasciano allegra per tutto il giorno.
Come quella volta che tornai dal lavoro e aveva chiamato da Boston...e per trovarmi aveva spulciato i proietti dell'elenco telefonico di roma con risultati...da sbattersi per terra.
Beh detto questo...Buon Compleanno Comida de Mama

sabato 30 maggio 2009

qualcosa di associato e profumato




Non capita spesso di poter avere dei frutti belli profumati, di provenienza certa.
E ancor meno capita di aver tra le mani fragole come queste.
Un profumo che ricorda l'infanzia, dolci dolcissime quasi da esser tentati di non mettere zucchero.
Son passati almeno due anni dall'ultima volta che la mia cucina ha ospitato frutta così.
Frutta degna di esser messa sottovetro.
Proprio come sottovetro è la raccolta concorso di Virginia
Arrivo sul filo di lana come al solito, ma arrivo.
L'idea di usare il caffè per profumarne una e il basilico per l'altra non è mia ma di Sara di qualcosa di rosso, non avevo certo dimenticato l'associazione fragole\caffè proposta tempo fa per un risotto e per una raccolta che merita di essere ricordata
In realtà la mia labile memoria mi ha detto che da qualche parte qualcuno ha anche parlato di fragole e basilico.
alla faccia del food pairing.
Ora secondo me questo qualcuno è Elena di Comida de Mama ma potrei tranquillamente sbagliarmi.
detto questo due parole voglio spenderle sulla tecnica.
Eh si perchè fare le marmellate o le conserve non è cosa facile.
Devo dire che per molti di noi il libro di Christine Ferber è stato illuminante.
La tecnica bene o male è sempre la stessa.
La frutta va fatta macerare una notte mescolata allo zucchero e quasi sempre al succo di un limone.
Va poi cotta per dieci minuti a fuoco vivo e lasciata riposare di nuovo.
Il terzo giorno si prepara la marmellata.
E così ho fatto io (più o meno) aggiungendo un pò di purea di mele...oh insomma ecco la mia versione.
- 700 gr di fragole pulite
- 400 gr di zucchero semolato
- il succo di un limone
- succo e purea di una mela
Per il succo e la purea di mela basta tagliare una mela Bio in pezzi grossolani, lasciando sia la buccia che i semi, metterla in una pentola e coprirla a filo di acqua.
Cuocerla fino a che non sia tenera, quasi disfatta.
Colare il succo con un colino e passare la mela al setaccio.
Le fragole le ho lavate, asciugate e tagliate a pezzi, mescolate allo zucchero e al succo di limone in un tegame basso e largo (in questo modo in fase di cottura l'acqua contenuta nella frutta evaporerà prima accorciando i tempi di cottura).
Coperto e lasciato a macerare in frigo per una notte.
L'indomani ho portato a bollore vivace la frutta per circa 10 minuti, fatto raffreddare e riposto ancora una notte in frigorifero.
Il terzo giorno ho aggiunto il purè e il succo di mela (la mela serve ad aggiungere la pectina) e mixato con il frullatore ad immersione non troppo in modo da lasciare qualche pezzetto di fragola.
Portato ancora a bollore fino alla consistenza giusta e invasato.
Nella versione caffè la polvere l'ho messa in fondo al barattolo prima di versarvi la marmellata per poi mettere nella restante marmellata le foglie di basilico (del mio vasortello) lavate e asciugate.
Due accorgimenti.
Il primo: Lasciate la marmellata appena più liquida di quanto desideriate. Raffreddandosi e cristallizzandosi lo zucchero assumerà la giusta consistenza, altrimenti rischiate che diventi troppo dura.
Il secondo: io personalmente sterilizzo i barattoli in forno (ache i coperchi) a circa 130° C per circa 20 minuti. Invaso la marmellata bollente nei barattoli bollenti capovolgendoli subito.
e con questo eccomi anche io alla raccolta di Virginia



Logo concorso

mercoledì 27 maggio 2009

May DB challenge. Disaster in strudel shape!









The May Daring Bakers’ challenge was hosted by Linda of make life sweeter! and Courtney of Coco Cooks. They chose Apple Strudel from the recipe book Kaffeehaus: Exquisite Desserts from the Classic Cafés of Vienna, Budapest and Prague by Rick Rodgers.
APPLE STRUDEL
Preparation timeTotal: 2 hours 15 minutes – 3 hours 30 minutes

15-20 min to make dough
30-90 min to let dough rest/to prepare the filling
20-30 min to roll out and stretch dough
10 min to fill and roll dough
30 min to bake
30 min to cool

Apple strudelfrom “Kaffeehaus – Exquisite Desserts from the Classic Cafés of Vienna, Budapest and Prague” by Rick Rodgers

2 tablespoons (30 ml) golden rum
3 tablespoons (45 ml) raisins
1/4 teaspoon ground cinnamon
1/3 cup plus 1 tablespoon (80 g) sugar
1/2 cup (1 stick / 115 g) unsalted butter, melted, divided
1 1/2 cups (350 ml) fresh bread crumbs
strudel dough (recipe below)
1/2 cup (120 ml, about 60 g) coarsely chopped walnuts
2 pounds (900 g) tart cooking apples, peeled, cored and cut into ¼ inch-thick slices (use apples that hold their shape during baking)

1. Mix the rum and raisins in a bowl. Mix the cinnamon and sugar in another bowl.
2. Heat 3 tablespoons of the butter in a large skillet over medium-high. Add the breadcrumbs and cook whilst stirring until golden and toasted. This will take about 3 minutes. Let it cool completely.
3. Put the rack in the upper third of the oven and preheat the oven to 400°F (200°C). Line a large baking sheet with baking paper (parchment paper). Make the strudel dough as described below. Spread about 3 tablespoons of the remaining melted butter over the dough using your hands (a bristle brush could tear the dough, you could use a special feather pastry brush instead of your hands). Sprinkle the buttered dough with the bread crumbs. Spread the walnuts about 3 inches (8 cm) from the short edge of the dough in a 6-inch-(15cm)-wide strip. Mix the apples with the raisins (including the rum), and the cinnamon sugar. Spread the mixture over the walnuts.
4. Fold the short end of the dough onto the filling. Lift the tablecloth at the short end of the dough so that the strudel rolls onto itself. Transfer the strudel to the prepared baking sheet by lifting it. Curve it into a horseshoe to fit. Tuck the ends under the strudel. Brush the top with the remaining melted butter.
5. Bake the strudel for about 30 minutes or until it is deep golden brown. Cool for at least 30 minutes before slicing. Use a serrated knife and serve either warm or at room temperature. It is best on the day it is baked.

Strudel doughfrom “Kaffeehaus – Exquisite Desserts from the Classic Cafés of Vienna, Budapest and Prague” by Rick Rodgers

1 1/3 cups (200 g) unbleached flour
1/8 teaspoon salt
7 tablespoons (105 ml) water, plus more if needed
2 tablespoons (30 ml) vegetable oil, plus additional for coating the dough
1/2 teaspoon cider vinegar

1. Combine the flour and salt in a stand-mixer fitted with the paddle attachment. Mix the water, oil and vinegar in a measuring cup. Add the water/oil mixture to the flour with the mixer on low speed. You will get a soft dough. Make sure it is not too dry, add a little more water if necessary.Take the dough out of the mixer. Change to the dough hook. Put the dough ball back in the mixer. Let the dough knead on medium until you get a soft dough ball with a somewhat rough surface.
2. Take the dough out of the mixer and continue kneading by hand on an unfloured work surface. Knead for about 2 minutes. Pick up the dough and throw it down hard onto your working surface occasionally.Shape the dough into a ball and transfer it to a plate. Oil the top of the dough ball lightly. Cover the ball tightly with plastic wrap. Allow to stand for 30-90 minutes (longer is better).
3. It would be best if you have a work area that you can walk around on all sides like a 36 inch (90 cm) round table or a work surface of 23 x 38 inches (60 x 100 cm). Cover your working area with table cloth, dust it with flour and rub it into the fabric. Put your dough ball in the middle and roll it out as much as you can.Pick the dough up by holding it by an edge. This way the weight of the dough and gravity can help stretching it as it hangs. Using the back of your hands to gently stretch and pull the dough. You can use your forearms to support it.
4. The dough will become too large to hold. Put it on your work surface. Leave the thicker edge of the dough to hang over the edge of the table. Place your hands underneath the dough and stretch and pull the dough thinner using the backs of your hands. Stretch and pull the dough until it's about 2 feet (60 cm) wide and 3 feet (90 cm) long, it will be tissue-thin by this time. Cut away the thick dough around the edges with scissors. The dough is now ready to be filled.
Tips-
Ingredients are cheap so we would recommend making a double batch of the dough, that way you can practice the pulling and stretching of the dough with the first batch and if it doesn't come out like it should you can use the second batch to give it another try;
-The tablecloth can be cotton or polyster;
- Before pulling and stretching the dough, remove your jewelry from hands and wrists, and wear short-sleeves;
- To make it easier to pull the dough, you can use your hip to secure the dough against the edge of the table;
- Few small holes in the dough is not a problem as the dough will be rolled, making (most of) the holes invisible.

Both Courtney and I did a trial run on making the strudel.
Below are our notes:

Courtney's notes
- She could't get it to stretch to 2 feet by 3 feet, it turned out more like 2 feet by 2 feet. But the dough was tissue thin nevertheless;
- She got some serious holes, but after rolling it wasn't noticeable;
- She used a large cheese cloth which helped manipulate and stretch the dough more than a heavier cloth would have.

My notes
- I made the dough by hand, just mixed the wet ingredients into the dry ingredients with a wooden spoon. Kneaded it for about 5 min like you would bread dough. This worked as well. Haven't tried using a standmixer so I don't know how it compares.
- Instead of cider vinegar I used red wine vinegar;
- I used bread flour;
- Picking up the dough to let it stretch didn't work well for me, holes appeared pretty much instantly. Instead I stretched the dough while it was lying on the tablecloth by putting my hands underneath and stretching it out further and further;

READY FOR MY DISASTER'S TALE?

My original idea was to talk about apples.
Yes, apples.
Luckily when I was 18th I had my holidays in an enchanting valley called Val di Non the apple valley in Italy in Trentino Alto Adige and here is the english link to the official site
And there I've lived eating apple strudel in every moment of my day...what a smell outside restaurant, bakery, bar everywhere.
This delightful smell and taste was due to the excellent quality of apples so I was a little bit disappointed reading a generic "apple suitable for tart" in Italy this means Mela Renetta.
And although I live in another region it's easy find these apples in our supermarket.
So I've made by hand my dough, rolled the thinnest as possible with only a peripherical little hole and....DISASTER.
As usual I've read too fast all instructions and spread bread crumbs and apple cubes all over the dough sheet without lining them on a border.
And I've exceded with bread crumbles I fear.
My results was awful despite it looks like perfect out of the oven.
The inner filling was dried like sand due to the exceeding bread crumbs and I dreamt about a soft juicy filling as I remembered of that far holidays.
I've tried to put right everything making a warm vanilla sauce.
But it was awful at all.
I'm feeling ashamed thinking on Natalia or Elena aka Comida de Mama one with austriac origins and the other living in Trento.
But I know, they will laugh with me...I hope :)))

domenica 17 maggio 2009

il filo dell'amicizia e un fallo laterale









Che cos'è l'amicizia ai tempi di internet, dei blog, dei forum.
Distanze azzerate, persone che mai avresti conosciuto se non grazie al filo magico, telefonate speciali dai quattro pizzi del continente.
Insomma Internet se ben usato (e va da se...) è per me la più grande finestra sul mondo, il modo per conoscere persone speciali.
Tante, qualcuno potrebbe addirittura pensare che siano troppe.
Per me non son mai troppe, per la mia voglia di relazionarmi con qualcuno, per fare qualche sana risata e per condividere passioni, gioie e anche preoccupazioni.
Insomma la vita corre sul filo, anzi è proprio wireless
E del resto non esisterebbero nemmeno i social network se non fosse per questo continuo allacciare e riallacciare fili relazionali altrimenti impossibili da realizzare.
L'amicizia si nutre della frequenza, anche quella vera.

Della voglia di raccontare e raccontarsi sempre e comunque.
L'amicizia ti salva dalla noia e dal senso di impotenza frammisto a rabbia che prende quando qualcuno ti ferma.
Ti salva dalla mancanza di ispirazione, ti conferma che si se ti ci metti ci sai fare e dai che ti aiuto io.
Insomma da quel che mi sta succedendo in questi giorni.


Che c'entra questo con la torta al cioccolato?
Ma come non l'avete riconosciuta?
Sicuri sicuri? Eddai guardate bene...

Un aiutino forse l'avete vista in origine qui da Marzia aka Adrenalina rimbalzata poi ovunque da Comida o da Alex


E ci si sente meno soli e ancora capaci di qualcosa che non sia rimuginare capaci di alzarsi una mattina e dirsi no, adesso ci riprovo e lo faccio con l'aiuto degli amici.

Che poi questa torta fosse in cima alla mia wishlist è stato solo un aspetto secondario così come le tre ienuzze non abbiano resistito alla tentazione addentandola lateralmente.

vi ricopio la ricetta che trovate in originale da Adrenalina e risponde perfettamente al suo motto, minimo sforzo massimo risultato.

Ingredienti:

300g di cioccolato fondente

200g di zucchero120g di burro

100g di farina

1/2 cucchiaino di lievito per dolci

5 uova

1 cucchiaino scarso di fleur de sel

2 cucchiai di zenzero candito (facoltativo)

Preriscaldate il forno a 160°. Fate fondere il cioccolato a bagnomaria, unite il burro e lasciatelo sciogliere.Mescolate bene: il composto deve risultare liscio ed omogeneo.In una ciotola capiente sbattete (con la frusta elettrica) uova e zucchero sino a che diventeranno quasi bianche, quindi unitevi il cioccolato fuso a filo, sempre mescolando.Unite a poco a poco lievito e farina spolverandoli sul composto con un setaccio mentre continuate a mescolare dall'alto verso il basso. Infine aggiungete lo zenzero tritato. Imburrate uno stampo rettangolare, foderatelo di carta da forno e versatevi il composto a strati, spolverandone ognuno con pizzico di fior di sale.Infornate e cuocete per un 1 ora e 10 minuti o sino a che, infilando uno stecchino nella torta, questo ne risulterà pulito.

domenica 10 maggio 2009

fermo macchine

so che molti di voi si sono accorti della mia latitanza prolungata e so che quasi tutti ne conoscono i motivi.
Si sto aspettando il mio quarto bambino.
No tranquilli non siamo catecumenali, nè metodisti del settimo giorno, non siamo affetti da grave malattia contagiosa nè malati di protagonismo...semplicemente abbiamo e avremo una famiglia numerosa.
quel che mi dispiace enormemente è che molte persone che stimo e per le quali nutro affetto, non tutte per fortuna, considererebbero più sano e naturale comprare una borsa di Gucci da 3000 euro piuttosto che imbarcarsi nell'avventura del quarto figlio.
Poveri loro.
Purtroppo però le circostanze e la mia salute mi costringeranno al letto permanente per molto tempo, non so fino a quando almeno fino a quando qualcuno non ci considererà abbastanza forti da alzarci e ci ridarà il permesso.
Vi saluto ma sappiate che ci sarò lo stesso, nei vostri blog e non sul mio ovviamente.
Se devo dirla proprio tutta tutta il fatto di non poter scrivere mi da un qualche sollievo e mi solleva allo stesso tempo dalla responsabilità verso la mia creatura, che a lungo andare diventa un figlio...adesso ho un figlio in carne ed ossa a cui pensare credo che abbia la priorità assoluta.
Un abbraccio a tutti voi.
Enza

sabato 11 aprile 2009

Ciccio Pasticcio





"Andiamo da Ciccio Pasticcio!", dice Crystal appena sveglia e corre insieme alla sorella a trovare il clown Ciccio Pasticcio nella tendopoli all'Aquila dove per i bambini la vita ancora riserva delle sorprese piacevoli e poco importa a volte basta un pallone o il cappello sghembo di Ciccio Pasticcio appunto.

Ciccio Pasticcio è Nicoletta diolabenedica proprio come l'ormai famosissima Valentina diolabenedica di non solo mamma.
Il primo giorno di lavoro, quasi 4 anni fa, fece fuori un bicchiere e un biberon e mi guardava con tanto d'occhi mentre me la ridevo come una matta vedendola quasi terrorizzata.
"Nicoletta le cose sono fatte per rompersi!".
Ciccio Pasticcio sono io, che quando mi ci metto faccio le cose di un bene ma di un bene che mai diresti che quella magnifica preparazione possa entrare di diritto nella competizione più divertente creata

Il Disaster Award.

Che deve essere perfetto, ingannarti, tirarti un sulenni sfunnapedi come direbbe Salvo Montalbano e poi fregarti alla grande facendoti santìare (eh si ragazzi, i siciliani sono troppo avanti non tirano giù i santi dal calendario, santìano direttamente).
Deve essere la summa di tutto questo, bello fuori e perfido dentro perchè solo così sarà disastrosamente perfetto come la Luisona











bellissima, perfetta, la pasta del secolo con la sua granella in duralluminio.
Wikipediando si trova anche la Palugona che ha il pregevole difetto di formare un fantastico blocco di cemento armato che ostruisce esofago e vie aeree superiori.
Un vero disastro...(però a ben pensarci saprei io a chi far mangiare la Palugona...ma questa è un'altra storia e ci penseranno, si spera, i magistrati)-

Ed è per questo che, presa dal più grande delirio di onnipotenza che il mio superego già per se pompatissimo abbia mai conosciuto e provvista da abbondante quantitativo di lievito madre, mi decido: faccio la pizza di pasqua al formaggio.

Eccola, non è bella? non è perfetta? non sembra quasi di sentirne il profumo?
Passami la sega elettrica e il trapano con la punta del 16, va là.

Ovviamente ne approfitto per fare a tutti gli auguri di Pasqua con una fiammella di speranza accesa nel cuore, per dare un abbraccio sincero a tutti voi e ad Alex in particolare (perdonatemi ma gli amici si vedono nel momento del bisogno, non sentitevi trascurati) alla quale spero di aver strappato una risata.

Scusatemi se non passerò da voi in questi giorni ma per me comincia un lunghissimo we di guardie in ospedale e non ho modo nè tempo, purtroppo.
Vi lascio con un paio di foto dal mio archivio.
Quelle si che erano cosine buone buone, su quelle non garantisce Ciccio Pasticcio, garantisco io.

I conchiglioni del pranzo di Pasqua


lunedì 6 aprile 2009

un lungo silenzio triste

No.
Niente ricette, niente risate, niente ironia.
Questa notte io, figlia del terremoto dell'umbria del 97, ho rivissuto gli stessi secondi di terrore e ho subito capito che da qualche altra parte si stava consumando un'incredibile tragedia.

Non ci sono parole per commentare quello che sta accadendo in queste ore, solo tristezza, sgomento e paura che possa succedere di nuovo chissà dove.

Nei prossimi giorni cercherò il banner del sostegno umanitario e lo troverete sulla mia sidebar.

Per adesso silenzio e rispetto.

divulgo da francescaV

Copiate e diffondete questi numeri, grazie:

Per volontari addestrati: 3270499293.

Per viveri, coperte, medicinale o altro: 800.860.146 oppure 06.68208.

Chiunque avesse una struttura alberghiera in Abruzzo in grado di ospitare: 0854308309.

divulgo da MuVaRa

Per donazioni:

Raccolta fondi Croce Rossa Italiana:

Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL - roma, intestato a CRI, codice Iban IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020,
causale: pro terremoto Abruzzo;

Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI
causale: pro terremoto Abruzzo;

Versamenti on line sul sito: http://www.blogger.com/www.cri.it/donazioni.html

informazioni utili da http://www.repubblica.it/

http://kataweb-ilcaso.temi.kataweb.it/2009/04/06/terremoto-in-abruzzo-informazioni-utili/

una delle tante sottoscrizioni

http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/il-centro-lancia-una-sottoscrizione-per-aiutare-i-terremotati/1614669?edizione=EdRegionale